Ci sono luoghi che raccontano la storia di un territorio senza avere bisogno di grandi monumenti.
Sono edifici semplici, legati alla vita quotidiana, al lavoro e a quei gesti che per generazioni si sono ripetuti quasi sempre allo stesso modo.
Il Casel de Celarda, nel cuore del Feltrino, è uno di questi.
La sua storia comincia alla fine dell’Ottocento e parla di latte, burro, ricotta e schiz, ma anche di acqua, ingegno e collaborazione. Per decenni il Casel è stato infatti un importante punto di riferimento per gli abitanti di Celarda e delle zone vicine.
Oggi questo luogo permette di riscoprire una parte importante della storia rurale del territorio feltrino e di comprendere quanto fossero stretti, un tempo, il rapporto tra comunità e ambiente e il legame tra lavoro e risorse naturali.

Dove si trova il Casel de Celarda
Il Casel de Celarda si trova nella frazione di Celarda, nel territorio feltrino, in un contesto caratterizzato dalla presenza dell’acqua e da un ambiente ancora fortemente legato alla natura.
La posizione del Casel non fu casuale.
Quando venne costruito, infatti, la presenza dell’acqua rappresentava una risorsa fondamentale per il funzionamento della latteria.
Ed è proprio l’acqua uno degli elementi più interessanti della storia di questo edificio.

La costruzione del Casel de Celarda nel 1895
Il Casel venne edificato nel 1895 da dodici abitanti di Celarda, con l’obiettivo di creare un luogo dove poter lavorare il latte prodotto dalle proprie mucche.
La scelta del luogo era particolarmente favorevole.
In questa zona l’alveo della rosta è infatti abbastanza largo da permettere la creazione di un invaso. L’acqua poteva essere quindi incanalata verso una ruota a pale, sfruttandone la forza per ottenere l’energia necessaria al funzionamento dei macchinari utilizzati nella lavorazione del latte.
Un sistema tanto semplice quanto ingegnoso.
In un’epoca in cui l’energia non era certo disponibile come oggi, conoscere il territorio e sfruttarne le caratteristiche naturali era fondamentale.
Il Casel nasce quindi in perfetta relazione con l’ambiente circostante.
L’acqua della rosta e la sorgente del Gorc
La particolarità del Casel de Celarda è che l’acqua non serviva soltanto a produrre l’energia necessaria per il lavoro.
A poca distanza dall’edificio si trova infatti una piccola sorgente chiamata Gorc.
L’acqua corrente della sorgente contribuiva a mantenere naturalmente fresca una zona interna del Casel, utilizzata per la conservazione del latte e dei prodotti della lavorazione.
Prima dell’avvento dei moderni sistemi di refrigerazione, anche una caratteristica naturale del territorio poteva quindi diventare una soluzione preziosa per la conservazione degli alimenti.
È uno degli aspetti che trovo più affascinanti nella storia del Casel: l’acqua era contemporaneamente fonte di energia e strumento naturale per conservare il latte.
Cosa si produceva nel Casel de Celarda

Il piano terra del Casel era destinato alla lavorazione del latte e alla conservazione dei prodotti.
Il latte proveniente dalle mucche degli abitanti di Celarda veniva trasformato in prodotti che facevano parte della quotidianità delle famiglie della zona.
Tra questi c’erano:
- burro
- ricotta
- schiz
La latteria rappresentava quindi un passaggio fondamentale tra la produzione agricola e l’alimentazione quotidiana delle famiglie.
Ma il Casel non rimase a lungo un punto di riferimento soltanto per gli abitanti di Celarda.
Con il passare degli anni la sua attività si sviluppò e coinvolse anche le comunità delle zone limitrofe.
La Latteria Turnaria di Celarda
Nel 1936 venne costituita la Società Latteria Turnaria di Celarda.

Il termine “turnaria” racconta già qualcosa del modo in cui veniva organizzato il lavoro.
Le famiglie si alternavano infatti nei turni e portavano al Casel il latte prodotto dalle proprie mucche, partecipando alla lavorazione.
Era un sistema basato sulla collaborazione e sulla condivisione.
La società arrivò a contare 58 soci e 95 animali, numeri che raccontano quanto fosse ormai importante il Casel per l’economia locale.
Con la crescita dell’attività venne introdotto anche un controllo della qualità del latte, mentre la lavorazione divenne progressivamente più organizzata.
In seguito le famiglie iniziarono ad affidarsi a un casaro, una figura specializzata nella lavorazione del latte e nella produzione dei diversi derivati.
Il Casel diventava così non soltanto un luogo di produzione, ma anche un centro attorno al quale ruotava una parte della vita economica della comunità.
Il Casel cresce: le nuove caldaie del 1948
L’attività della latteria continuò a crescere e nel 1948 vennero acquistate nuove caldaie, più grandi, necessarie per gestire una quantità maggiore di latte.
Il Casel sembrava quindi avere davanti a sé un futuro ancora lungo.
Ma il mondo della produzione lattiero-casearia stava cambiando.
Negli anni successivi nacque infatti la Latteria Sociale di Busche e cambiarono progressivamente sia i metodi di lavorazione sia i costi legati alla produzione e alla raccolta del latte.
Le piccole latterie turnarie, nate per rispondere alle esigenze delle comunità locali, iniziarono a diventare meno competitive rispetto alle nuove realtà produttive.
Anche il Casel de Celarda entrò così in un lento declino.
La chiusura del Casel nel 1970
Dopo quasi 75 anni di attività, nel 1970 il Casel de Celarda chiuse.
Con la fine della sua attività produttiva si concluse una parte importante della storia agricola e casearia della comunità.
È facile, oggi, osservare un edificio del genere senza riuscire a immaginare la vita che un tempo si svolgeva al suo interno.
Eppure qui arrivavano quotidianamente le famiglie con il latte delle proprie mucche, si lavorava il prodotto, si preparavano burro, ricotta e schiz e si organizzava la produzione attraverso un sistema fondato sulla collaborazione.
Il Casel era un luogo di lavoro, ma anche un luogo di incontro.
Dal luogo di produzione al laboratorio didattico

La storia del Casel de Celarda, però, non termina con la chiusura della latteria.
Nel 2009 la Regione del Veneto ha riconosciuto il Casel come laboratorio artigianale per la lavorazione e trasformazione del latte crudo destinato alle scolaresche.
Una nuova funzione che permette a questo luogo di continuare a raccontare la propria storia.
Le nuove generazioni possono così avvicinarsi alle tecniche tradizionali di lavorazione del latte e comprendere quanto fossero diversi i sistemi produttivi di un tempo.
Non è soltanto la conservazione di un edificio storico: è la possibilità di trasmettere una memoria.
Perché visitare il Casel de Celarda
Il Casel de Celarda è un luogo interessante da conoscere proprio perché non racconta una storia fatta di grandi eventi.
Racconta la storia quotidiana.
Quella delle famiglie contadine, del lavoro nelle stalle, del latte portato alla latteria, dei turni condivisi e della collaborazione tra abitanti.
Ma racconta anche la capacità di sfruttare con intelligenza le risorse del territorio.
L’acqua della rosta diventava energia per far funzionare i macchinari.
La sorgente del Gorc contribuiva a mantenere fresco il latte.
Il territorio non era quindi semplicemente lo sfondo della vita della comunità: era parte integrante del suo funzionamento.
Il Casel de Celarda e la memoria del Feltrino
Quando si parla di luoghi da visitare nel Feltrino, spesso si pensa ai centri storici, ai castelli, alle chiese o ai percorsi nella natura.
Ma esiste anche un patrimonio più discreto, fatto di edifici e testimonianze legate alla vita rurale.
Il Casel de Celarda appartiene proprio a questo patrimonio.
La sua storia ci ricorda che conoscere un territorio significa anche fermarsi davanti a ciò che può sembrare meno spettacolare e chiedersi cosa abbia rappresentato per le persone che lo hanno vissuto.
Dietro quelle mura ci sono più di settant’anni di lavoro.
Ci sono 12 abitanti che nel 1895 decisero di costruire insieme una latteria.
Ci sono 58 soci e 95 animali negli anni della Latteria Turnaria.
Ci sono le nuove caldaie acquistate nel 1948.
E c’è un’attività che, dopo aver accompagnato la comunità per decenni, si è conclusa nel 1970.
Ma la memoria del Casel continua ancora oggi.
Perché alcuni luoghi non hanno bisogno di essere grandi per raccontare una grande storia.
E il Casel de Celarda, con la sua acqua, il suo latte e la sua storia di comunità, è una piccola ma preziosa testimonianza del passato rurale del Feltrino.
Alcuni luoghi non hanno bisogno di essere grandi per raccontare una grande storia.
E il Casel de Celarda, con la sua acqua, il suo latte e la sua storia di comunità, è una piccola ma preziosa testimonianza del passato rurale del Feltrino.
Ma questa è solo una delle tante storie che il territorio di Feltre custodisce: se qui abbiamo incontrato il volto più rurale e quotidiano del Feltrino, poco distante possiamo ritrovare secoli di storia, arte e spiritualità al Santuario dei Santi Vittore e Corona. https://allyouneedistravelwithme.eu/blog/santuario-vittore-corona-feltre/
