Dalla storia dei Fugger alla grande chiesa gotica, passando per un elefante, Paracelso e le antiche case dei Gewerken: cosa vedere a Schwaz oltre la miniera d’argento.
Quando si parla di Schwaz, in Tirolo, è quasi inevitabile pensare alla sua miniera d’argento.
Il Silberbergwerk è infatti il luogo più conosciuto della città e una visita al suo interno permette di capire quanto l’attività mineraria abbia inciso sulla storia di Schwaz.
Ma una volta tornati in superficie, vale la pena fermarsi.
Nel centro storico si incontrano il municipio costruito durante il periodo di maggiore prosperità della città, una delle più importanti chiese gotiche del Tirolo, le antiche case dei Gewerken, il Fuggerhaus, un monastero francescano e persino una casa legata alla presenza di Paracelso.
E poi c’è una storia che sembra arrivare da molto lontano: quella di Soliman, un elefante che nel Cinquecento attraversò Schwaz durante il viaggio verso Vienna.
Per questo ho deciso di dedicare a Schwaz una giornata intera, andando oltre la miniera.
Schwaz, la città che crebbe con l’argento

Prima di iniziare la passeggiata bisogna fare un passo indietro.
La zona di Schwaz era abitata già in epoca preistorica e la città compare nei documenti nel 930/931. Nel XII secolo i signori di Freundsberg costruirono una torre sopra l’abitato, che sarebbe stata successivamente ampliata e trasformata in una fortificazione.
La vera svolta arrivò però tra Quattrocento e Cinquecento, con lo sviluppo dell’estrazione dell’argento e del rame.
Schwaz arrivò a contare circa 20.000 abitanti e diventò una delle principali città minerarie dell’Europa dell’epoca. Fino a 10.000 minatori lavoravano nelle gallerie della zona.
La ricchezza generata dalle miniere si vede ancora oggi passeggiando tra gli edifici del centro.
Ed è proprio da qui che partirei.
Il Rathaus e il cuore commerciale di Schwaz
La prima tappa è il Rathaus, il municipio.
L’edificio che vediamo oggi fu costruito tra il 1500 e il 1509 dalla famiglia di commercianti Stöckl e nacque come casa di un Gewerke, cioè di uno degli imprenditori che possedevano diritti di estrazione mineraria. Dal 1970 ospita il municipio di Schwaz.
Durante il periodo minerario questo edificio aveva una funzione molto più ampia.
Qui si concentravano attività commerciali e amministrative legate alla ricchezza prodotta dalle miniere e, successivamente, vi ebbe sede anche l’amministrazione mineraria.
Guardate anche il cortile interno, organizzato su tre piani e caratterizzato dalle arcate.
Sulla facciata del municipio si trova inoltre la statua in bronzo di Jörg Frundsberg, legato alle origini storiche della città.
Il municipio è quindi un buon punto di partenza per capire una cosa: a Schwaz la storia mineraria non è confinata sotto terra. È scritta negli edifici del centro.
Franz-Josef-Straße: una strada che racconta la città

Dal municipio si può proseguire lungo la Franz-Josef-Straße.
È una delle strade attraverso cui si può leggere la storia di Schwaz passeggiando.
Per molto tempo la località non ebbe lo status di città. Mancava una vera cinta muraria e l’abitato era diviso anche socialmente: da una parte cittadini e commercianti, dall’altra i minatori.
C’è poi una curiosità legata alla coniazione delle monete.
Nonostante l’enorme quantità di argento estratta nelle montagne di Schwaz, la città non ebbe una propria zecca. Il metallo veniva portato a Hall in Tirol, dove veniva coniato.
È un dettaglio che può sembrare strano: Schwaz era una delle grandi città minerarie dell’epoca, ma le sue monete venivano coniate altrove.
Cosa c’entra un elefante con Schwaz?
A un certo punto della passeggiata potreste imbattervi in un’insegna con un elefante.
Non è un elemento decorativo casuale.
La storia risale al 1551, quando l’imperatore Massimiliano II ricevette in dono un elefante chiamato Soliman.
L’animale arrivò in Europa via mare e fu poi condotto via terra attraverso l’Italia, il Trentino e il Brennero, passando anche per il Tirolo durante il viaggio verso Vienna.
Il viaggio dell’elefante rimase nella memoria delle località attraversate e ancora oggi a Schwaz alcuni segnali ricordano il suo passaggio.
Soliman arrivò a Vienna, dove morì l’anno successivo. Dopo la morte fu imbalsamato e, secondo la tradizione riportata dalle fonti locali, le sue ossa vennero successivamente utilizzate per realizzare una poltrona.
Non è esattamente il tipo di storia che ci si aspetta di trovare passeggiando in una città mineraria del Tirolo.
Ed è proprio per questo che vale la pena cercarla.
La Stadtpfarrkirche: la grande chiesa gotica di Schwaz

Alla fine della Franz-Josef-Straße compare la grande Stadtpfarrkirche, la chiesa parrocchiale di Schwaz.
È uno degli edifici più importanti della città e, secondo il turismo tirolese, il più grande edificio gotico del Tirolo. La chiesa fu costruita tra il XV e l’inizio del XVI secolo e l’edificio che vediamo oggi conserva in gran parte la struttura di quel periodo.
La sua presenza racconta bene quanto fosse diventata ricca Schwaz durante la stagione dell’argento.
All’interno meritano attenzione i tre altari barocchi, mentre in origine gli altari erano molti di più, e il fonte battesimale.
Ma c’è un’altra parte della chiesa che mi incuriosisce ancora di più. Una capriata di oltre 500 anni
La struttura del tetto è uno dei particolari più interessanti della visita.
La grande carpenteria venne realizzata tra il 1503 e il 1508 ed è ancora oggi visibile. L’accesso al tetto è possibile nell’ambito di visite specifiche e, secondo le informazioni pubblicate dalla città, il tetto della chiesa conserva una struttura di grande interesse storico.
Qui vale la pena fare una distinzione rispetto alla normale visita della chiesa: il tetto non è una parte liberamente accessibile come la navata, quindi se volete vederlo dovete verificare in anticipo modalità e orari della visita.
È uno di quei dettagli che rendono Schwaz interessante anche per chi ama architettura e storia dell’arte.
Palais Enzenberg
Proprio accanto alla chiesa si trova il Palais Enzenberg.
Il palazzo fu costruito nel XVI secolo e la famiglia Enzenberg ebbe un ruolo importante come sostenitrice della chiesa.
La posizione dell’edificio permette di inserirlo facilmente nella passeggiata senza dover fare deviazioni.
Oggi il palazzo è legato anche alla vita culturale della città e ospita la galleria d’arte contemporanea di Schwaz.
È un altro esempio di come gli edifici nati durante il periodo della grande ricchezza mineraria abbiano continuato ad avere una funzione nella città contemporanea.
La cappella mortuaria e il vecchio cimitero

Dopo la chiesa si può continuare verso la cappella mortuaria, costruita nel 1504.
Da qui il percorso conduce verso quello che oggi è il parco cittadino, un tempo area del cimitero.
Qui si trova anche il campanile separato della chiesa.
Il motivo è curioso: le campane erano considerate troppo pesanti per essere sostenute dal campanile della chiesa e venne quindi realizzata una struttura indipendente.
Schwaz conserva inoltre una propria campana meteorologica, la Maria Maximiliana, che secondo la tradizione viene suonata in caso di temporali.
Sono piccoli dettagli, ma raccontano la vita quotidiana della città meglio di una semplice data.
Sulle tracce di Paracelso: l’Orglerhaus
Proseguendo la passeggiata si arriva all’Orglerhaus.
È l’unica fattoria ancora conservata all’interno di Schwaz e la tradizione vuole che qui abbia soggiornato Paracelso, il medico, alchimista e studioso svizzero-tedesco che trascorse alcuni periodi in Tirolo.
La sua presenza a Schwaz è collegata soprattutto allo studio delle malattie che colpivano i minatori.
La cantina dell’edificio conserva caratteristiche risalenti al XVI secolo e permette di immaginare l’ambiente in cui Paracelso avrebbe soggiornato durante i suoi periodi in città.
Sopra il portale dell’Orglerhaus si trova inoltre una Erzstufe, un frammento di roccia contenente minerale.
Questi blocchi, chiamati anche Handsteine, si possono trovare sopra i portali di diverse case storiche di Schwaz.
Erano un modo per ricordare il legame dell’edificio con l’attività mineraria.

La Fuggerhaus e la ricchezza dell’argento
Da qui si arriva alla Fuggerhaus.
Il nome basta a capire perché questo edificio sia importante.
I Fugger, famiglia di mercanti e banchieri di Augusta, furono profondamente coinvolti nell’attività mineraria e commerciale di Schwaz.
La loro presenza in città è una delle testimonianze più evidenti del peso che l’argento ebbe negli equilibri economici e politici dell’epoca.
Nel 1526 Anton Fugger aveva fondato a Schwaz il commercio legato all’attività mineraria e alla lavorazione dei metalli. Durante la metà del Cinquecento la famiglia arrivò anche a trasferire temporaneamente la propria sede operativa da Augusta al Tirolo.
La Fuggerhaus, costruita intorno al 1525, permette ancora oggi di intuire il livello di ricchezza raggiunto dalla famiglia.
E qui la storia dell’argento torna a collegarsi alla politica europea.
I metalli estratti a Schwaz alimentavano infatti un sistema commerciale molto più grande della città e contribuirono alla fortuna dei Fugger e degli Asburgo.
Il monastero francescano e il suo chiostro
L’ultima parte della passeggiata porta al Franziskanerkloster, il monastero francescano.
Il monastero fu fondato nel 1507 e conserva uno dei luoghi che personalmente inserirei senza esitazione in un itinerario a piedi: il chiostro.
Qui si trovano rappresentazioni della Passione di Cristo, realizzate tra il 1519 e il 1526.

I dipinti sono accompagnati dalle figure e dagli stemmi dei committenti che finanziarono le singole scene.
È un dettaglio interessante perché mostra ancora una volta quanto la ricchezza privata fosse presente nella vita della città.
I mercanti e gli imprenditori minerari non investivano soltanto nelle proprie abitazioni. Parte del loro patrimonio veniva destinata anche alle chiese e ai monasteri.
Il chiostro permette quindi di chiudere il percorso tornando al tema che accompagna tutta la visita: l’argento ha lasciato tracce non soltanto nelle gallerie, ma anche nell’arte, nell’architettura e nella vita religiosa di Schwaz.
Schwaz in un giorno: il percorso a piedi
Per visitare Schwaz in una giornata ho raccolto in questa mappa le principali tappe del centro storico, seguendo un percorso che permette di scoprire la città attraverso i suoi edifici, le sue storie e le tracce lasciate dall’epoca delle miniere d’argento.
Il percorso parte dal Rathaus e attraversa il centro storico passando per la Franz-Josef-Straße, la Stadtpfarrkirche, il Palais Enzenberg, l’Orglerhaus, il Fuggerhaus e il monastero francescano con il suo chiostro. Se avete ancora tempo, potete aggiungere la Burg Freundsberg e concludere la giornata con la vista sulla città.
E la miniera d’argento?
Se non l’avete ancora visitata, potete aggiungerla allo stesso viaggio.
Io, però, eviterei di concentrare tutto nella stessa mattina.
La visita al Silberbergwerk dura circa 90 minuti e porta nel sottosuolo a bordo del trenino minerario. All’interno ci sono circa 12 °C e la miniera fornisce ai visitatori caschetto e giacca protettiva.
Puoi leggere qui la guida completa: https://allyouneedistravelwithme.eu/blog/miniera-argento-schwaz-visita/
Miniera d’argento di Schwaz: visita, trenino e informazioni pratiche
In questo modo i due articoli si completano: uno racconta la miniera, l’altro racconta la città che è cresciuta grazie alla miniera.
Quanto tempo dedicare a Schwaz?
Per vedere il centro storico con calma metterei in conto almeno mezza giornata.
Con una giornata intera potete aggiungere la miniera oppure il Castello Freundsberg e fermarvi a pranzo in città.
Se vi interessa soprattutto la storia, prenderei in considerazione anche una visita guidata. La città propone percorsi dedicati alla storia di Schwaz e alle sue curiosità, con itinerari che permettono di conoscere anche dettagli che passando da soli rischiano di sfuggire.
Schwaz non è solo la sua miniera
Prima di arrivare qui pensavo anch’io che la parte più interessante di Schwaz fosse sotto terra.
La miniera resta sicuramente una delle esperienze più particolari da fare, ma camminando per il centro ho trovato un’altra città.
Una città in cui una pietra sopra un portale può raccontare chi viveva in quella casa, un elefante può diventare parte della memoria locale, un medico come Paracelso può aver studiato le malattie dei minatori e una grande chiesa può raccontare, attraverso le sue dimensioni, la ricchezza raggiunta durante l’epoca dell’argento.
È questo il motivo per cui, se siete in viaggio nel Tirolo e avete già segnato Schwaz e la sua miniera sulla mappa, vi consiglio di non ripartire subito dopo la visita sotterranea.
Tornate in centro.
La storia di Schwaz continua anche quando si torna alla luce.
