
I laghetti della Rimonta
Tempo di percorrenza: 1 ora
Livello di difficoltà: basso
Livello di spensieratezza: elevato
Adatto a grandi e bambini, no passeggino

Oggi vi porto in un angolo di mondo incantato, dove rilassarsi, recuperare le energie, godersi la natura e fare degli incontri speciali, dove? Ai Laghetti della Rimonta, siamo in provincia di Belluno, nella sinistra Piave.
Quando sono arrivata non sapevo bene cosa aspettarmi, amici me ne avevano accennato ma non avrei pensato di riempirmi gli occhi e l’anima di tanti colori e emozioni.
Ma andiamo con ordine.
I laghetti della Rimonta vantano una storia centenaria, già utilizzati nel 1700 per alimentare un canale di tre km, dove l’acqua serviva ad azionare le ruote di alcuni opifici, mulini, una fucina e una segheria. Per creare questo passaggio vennero scavati numerosi canali laterali nella zona delle risorgive. Ma alla fine degli anni ’60 con l’utilizzo della corrente elettrica il canale viene abbandonato e la natura ha ripreso possesso di ciò che le era stato sottratto.
Lungo il percorso potrete imbattervi in animali reali ( il silenzio però è oro per non disturbarli e spaventarli) e altri fantastici.
Le opere sono di privati della zona che hanno donato la propria creatività e il proprio tempo a creare qualcosa di nuovo che ben si integrasse nella flora e fauna della zona.

Troviamo così Rufus che nuota tranquillo e indisturbato nel laghetto a guardia del percorso e dei sui abitanti.
Una particolarità: Rufus è il simbolo di questo percorso naturalistico. Non a caso infatti la chiesetta, punto di partenza della nostra passeggiata, ha dei riquadri, attribuiti a Giovanni da Mel risalenti al 1500. In uno di questi è rappresentata la tentazione del demonio, rappresentata appunto da un drago.

Oltre ad animali fantastici troviamo anche libellule, cervi volanti, nidi di uccelli e qua e là indicazioni riguardanti la vegetazione che ci circonda e approfondimenti sulle specie che animano la zona.

Il percorso come anticipavo è molto semplice da fare, non ci sono dislivelli e può essere distensivo per gli adulti e divertente per i bambini. Ci sono ampi spazi verdi dove poter allestire un pic-nic, panchine dove sedersi ed ammirare la natura che ci circonda e zone che si lasciano fotografare in tutte le stagioni dell’anno.

La zona è un percorso tra le risorgive quindi non è raro vedere animali abbeverarsi o riposarsi cullati dal rumore del vento che passa tra le foglie.

La zona ha subito numerosi danni al passaggio di Vaia nell’ottobre del 2018 ed alcune zone vengono “riallestite” con il passare delle stagioni. L’intervento dei volontari è stato decisivo, la zona delle passerelle è stata divelta dalla forza dell’acqua, la pineta è stata rasa al suolo dal forte vento e le piante sradicate. In questa zona sono state ricreate le passerelle e riutilizzando ciò che la natura ha divelto alcuni artisti hanno dato nuova vita alle piante.

Per ultimo, ma non per importanza, lascio il mio preferito. Concerto con coro di farfalle. L’opera è stata ideata da Franco Verderio, progettata da Gianni Stiletto e compiuta da
Stefano Girardini.
Vi lascio la foto qui sotto ma vi assicuro che vale la pena il viaggio anche solo per ammirare questa bellezza.

Come arrivare:
Per trovare il percorso arrivate in macchina fino all’abitato di Bardies, lasciate la macchina in paese e a piedi vi dirigete verso la chiesetta del paese ( si trova, in direzione Belluno, appena dopo il ponticello sulla sinistra, in basso rispetto all’asse stradale) e da lì seguite le indicazioni per la “calchèra” e il sentiero naturalistico.