Užupis, la Repubblica indipendente nel cuore di Vilnius
Nel profondo nord dell’Europa esiste una delle “repubbliche” più piccole e singolari del mondo. Con un’estensione inferiore a un chilometro quadrato e circa 7.000 abitanti, Užupis è spesso definita uno Stato nello Stato, paragonata per spirito e unicità a realtà come San Marino o la Città del Vaticano. In realtà, Užupis è un quartiere di Vilnius, situato sulla sponda destra del fiume Vilnia e collegato alla città vecchia da sette ponti, ma ciò che lo rende speciale va ben oltre i suoi confini geografici.

Il nome Užupis significa “dall’altro lato del fiume” e racconta già molto della sua identità. È uno dei quartieri più antichi del centro storico di Vilnius e, a partire dal XVI secolo, è stato abitato prevalentemente dalla comunità ebraica. Nel corso del Novecento, soprattutto durante il periodo sovietico, questa zona venne progressivamente marginalizzata: un quartiere operaio, con fabbriche e case popolari, percepito come periferico e poco attrattivo.
Dopo la caduta dell’Unione Sovietica, Užupis attraversò un periodo di forte degrado. Molti edifici furono abbandonati, le strade si spopolarono e il quartiere divenne sinonimo di povertà ed emarginazione. La svolta arrivò a metà degli anni Novanta, quando l’indipendenza della Lituania e i bassi costi degli immobili attirarono studenti dell’Accademia di Belle Arti, artisti, intellettuali e creativi. Laboratori, gallerie, bar e caffè iniziarono a prendere il posto delle vecchie fabbriche, dando vita a un processo di riqualificazione spontaneo che trasformò Užupis in un quartiere dall’anima bohémien e romantica.
La nascita della Repubblica di Užupis

Il 1° aprile 1997, in una data scelta non a caso, il poeta, musicista e regista Romas Lileikis, insieme a un gruppo di artisti locali, proclamò ufficialmente la nascita della Repubblica indipendente di Užupis. Quella che all’inizio poteva sembrare una provocazione o uno scherzo artistico si è trasformata negli anni in una vera e propria dichiarazione di intenti. Užupis è diventata un simbolo di libertà, tolleranza, creatività e pace, tanto che nel 2001 il Dalai Lama ricevette la cittadinanza onoraria.
La Repubblica di Užupis possiede tutti gli elementi simbolici di uno Stato: un presidente, una valuta locale non ufficiale, un inno, una bandiera e persino un piccolo esercito simbolico. La bandiera raffigura la celebre “Mano Santa”, una mano con un foro al centro che simboleggia l’impossibilità di trattenere o possedere, un messaggio potente che riassume la filosofia del quartiere.
La Costituzione di Užupis, tra poesia e diritti universali

Il cuore ideologico di Užupis è la sua Costituzione, benedetta anche da Papa Francesco durante la visita pastorale a Vilnius nel 2018. Il primo articolo afferma che tutti hanno il diritto di vivere vicino al fiume Vilnelė e che il fiume ha il diritto di scorrere accanto a tutti, introducendo un concetto di rispetto reciproco tra persone e natura.
Affissi su pannelli a specchio lungo Paupio Gatvė, i 41 articoli della Costituzione di Užupis sono tradotti in numerose lingue e combinano ironia, profondità e umanità. Parlano del diritto di essere felici, di non capire, di sbagliare, di essere se stessi. È uno dei luoghi più fotografati e letti di Vilnius, ma soprattutto uno di quelli che invita a fermarsi e riflettere.
Cosa vedere passeggiando per Užupis

Camminare per le strade di Užupis significa entrare in un museo a cielo aperto, dove arte e quotidianità convivono senza confini netti. Tra i simboli più riconoscibili del quartiere ci sono:
• la Statua dell’Angelo di Užupis, collocata nella piazza principale, che rappresenta la rinascita e lo spirito libero della Repubblica.

Accanto a questo simbolo si incontrano installazioni artistiche temporanee, murales che cambiano nel tempo, l’altalena sotto l’Užupio Bridge, la suggestiva sirenetta lungo il fiume Vilnia e il Cimitero dei Bernardini, che nei giorni di Ognissanti si illumina di migliaia di candele, creando un’atmosfera profondamente evocativa.
Il confine simbolico e il diritto alla felicità

L’Užupio Bridge segna idealmente l’ingresso nella Repubblica di Užupis. Ogni anno, il 1° aprile, questo ponte diventa una vera e propria frontiera simbolica, dove i visitatori possono ricevere un timbro sul passaporto come ricordo dell’ingresso in questo microcosmo unico.
Visitare Užupis non è solo un’esperienza turistica, ma un incontro con una filosofia di vita. In un luogo dove “il cane ha diritto di essere cane” e “il gatto non è obbligato ad amare il suo padrone”, ci si sente liberi di rallentare, osservare e semplicemente essere. Non è un caso che uno degli articoli più celebri della Costituzione affermi che ognuno ha il diritto di essere felice.
Užupis è davvero una città nella città, o forse uno Stato nello Stato: una repubblica della libertà che invita a vivere senza possesso, con rispetto, creatività e consapevolezza. Un luogo che, una volta visitato, lascia il segno.
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